Come Coltiviamo

La filosofia ispiratrice delle scelte agronomiche aziendali è stata sin dall’inizio quella di perseguire un’agricoltura sostenibile creando un sistema di coltivazione che possa unire alla garanzia delle produzioni la tutela del patrimonio che appartiene a Tutti Noi cioè l’Ambiente.
Per tale ragione coltiviamo il nostro riso secondo le misure 214.1 e 10.1.2 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte.

La prima prevede il rispetto di norme e tecniche di produzione integrata definite dalla Regione Piemonte in conformità alle specifiche linee guida nazionali e comunitarie in tema di controllo, limitazione e riduzione nell’utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci.

La misura 10.1.2 “Biodiversità delle Risaie” prevede la realizzazione di fossi in risaia per evitare la totale asciutta durante tutto l’anno, il fosso è largo almeno 60 cm e profondo 40 cm, per creare le condizioni ottimale per la biodiversità acquatica e terrestre, ne abbiamo creati oltre 10 chilomentri!

Con il mantenimento delle risaie allagate, soprattutto nei periodi primaverili, sono facilitati gli insediamenti anche per la nidificazione delle specie avicole migratorie quali il Cavaliere d’Italia, Pavoncelle, varie specie di Piro-Piro, Combattente, Pantana, Totano Moro oltre ovviamente alla Pittima Reale, simbolo della Nostra Cascina. Durante tutto l’anno è possibile osservare la presenza di: varie specie di Aironi (Cenerini, Bianchi), Tarabuso, Poiane, Gheppi, Gufi di palude e Barbagianni.

Le preparazioni invernali del terreno sono limitate il più possibile al fine di ridurre l’erosione e l’allontanamento delle sostanze nutritive dovuto alle precipitazioni piovose.
Durante il periodo invernale viene inoltre praticata la semina di colture da sovescio cioè la semina di specie vegetali che permettono naturalmente di arricchire la fertilità del terreno; le leguminose, tra cui il trifoglio e la veccia , alloggiano infatti nei noduli radicali dei batteri simbiotici capaci di fissare l'azoto atmosferico in una forma che le piante di riso possono successivamente utilizzare riducendo quindi l’utilizzo di fertilizzanti di sintesi. La sola attività preparatoria dei fondi effettuata nei mesi autunno-invernali è il passaggio di attrezzature di minima lavorazione che permettono, evitando il rovesciamento della terra, di sminuzzare e “sporcare” di terra la paglia del riso per renderla più “appetibile” ai batteri senza però destrutturare l’orizzonte attivo del terreno.  E’ importante sottolineare come l’utilizzo di attrezzature di minima lavorazione, in quanto non prevedono il rivoltamento della terra, permettano di ridurre notevolmente il consumo di gasolio rispetto ad altre pratiche come per esempio l’aratura.

All’inizio della primavera viene eseguito un secondo passaggio di minima lavorazione oltre all’aratura degli appezzamenti che a rotazione pluriennale vengono livellati per ottenere superfici piane  e di conseguenza un minor consumo di acqua. Durante la prima parte della primavera vengono inoltre effettuate le manutenzioni delle infrastrutture di gestione delle acque (canali, fossi, bocchette di scolo tra camere di risia, argini, ecc.).
La semina viene effettuata a fine aprile-inizio maggio a seconda delle varietà. Seminiamo a spaglio in risaia allagata utilizzando, così come per la distribuzione dei prodotti fitosanitari e fertilizzanti, un sistema integrato di pesa/dosaggio e guida GPS fondamentale per la distribuzione della sola quantità di prodotto necessaria evitando quindi sprechi ma soprattutto incremento dei fattori di pressione ambientale correlati alla produzione agricola.

Il raccolto è eseguito mediante l’utilizzo di una mietitrebbiatrice ed avviene tra settembre e ottobre. Il risone raccolto viene pulito ed essiccato fino a raggiungere una percentuale di umidità compresa tra 12% e 13% e successivamente stoccato in silos in lamiera collocati all’interno di un fabbricato risalente ai primi del ‘900.

Tutte le scelte agronomiche sono quindi improntate sulla sperimentazione e sullo studio nella volontà sempre maggiore di perseguire una strada di produzione volta al raggiungimento di una produzione di riso a credito di carbonio.

Il 20 Novembre abbiamo seminato per la prima volta il Farro Dicoccum e 18 giorni dopo è NATO... si potrà assaggiare il nostro nuovo cereale appena sarà maturo verso l'inizio di Luglio!!

“Non ereditiamo il Pianeta dai Nostri Padri, lo prendiamo in prestito dai Nostri Figli”          
Proverbio SIOUX